• Piastrelle per esterni: tutto quello che devi sapere

    Stai pensando di installare piastrelle per esterni nella tua abitazione?

    Se sì, esiste senza dubbio una serie di indicazioni di cui è necessario tenere conto.

    Al di là delle considerazioni stilistiche relative, ad esempio, alla cromia della

    pavimentazione (chiara o scura?), piuttosto che alla sua dimensione, ci sono una serie di

    fattori ugualmente importanti che devono essere considerati sin dalle fasi

    preliminari del tuo progetto di design. Si tratta perlopiù di caratteristiche tecniche

     quali la durezza, la resistenza allo scivolamento, la collocazione (un patio coperto?

    Un bordo piscina? Una rampa inclinata? Un balcone? Una terrazza?),

    la capacità di contrastare l’azione di agenti atmosferici anche aggressivi quali

    la grandine, la neve, il ghiaccio, piuttosto che quella di resistere ai raggi UV e via discorrendo.

    In linea del tutto generale, le piastrelle per esterni possono essere di diversi tipi:

    • In ceramica

    • In porcellana

    • In pietra naturale

    • In tegole saltillo

    Queste sono le tipologie di pavimentazione per esterni più utilizzate,e ciascuna

    di esse è naturalmente caratterizzata da specifiche proprietà tecniche, estetiche e funzionali.

    le pietre naturali possiamo includere il travertino o il marmo, mentre la tegola saltillo

     è tipicamente caratterizzata da una cromia che ricorda molto il cotto color terra

    ed è utilizzata perlopiù per design in stile spagnolo. Possiamo dire che

    la quasi totalità delle piastrelle per esterni può essere ricondotta

    alle tipologie che ti abbiamo elencato. In linea di massima, dovrai poi considerare

    che questa tipologia di pavimentazione offre tantissime opzioni in termini di forme,

    dimensioni, colori, qualità e prezzi e se, da un lato, questo concede la massima

    libertà espressiva al designer o al cliente, dall’alto può rendere la scelta più complicata

    del previsto. Cominciamo quindi a definire quali piastrelle per esterni possono

    fare al caso tuo in base alle caratteristiche specifiche del tuo progetto di design.

    Il primo aspetto che dovrai tenere in considerazione è quello relativo

    alla durabilità dei materiali. Quando installi piastrelle per esterni,

    queste dovranno poter durare nel tempo e contrastare efficacemente qualunque tipo

    di agente atmosferico, specialmente se si trovano collocate in un ambiente completamente

    esposto alle intemperie. Per questo, è essenziale che tu scelga piastrelle che non sbiadiscano

    e che non si graffino con facilità, che non si scheggino e non si rompano al primo urto,

    e che mantengano sostanzialmente inalterate le loro caratteristiche estetiche e funzionali

    il più a lungo possibile. Un altro fattore da non sottovalutare è quello della resistenza

    allo scivolamento,  soprattutto se le piastrelle per esterni saranno installate in aree soggette

    all’acqua o all’umidità oppure su superficiinclinate. Quando il pavimento per esterni si bagna,

    deve infatti essere essenziale mantenere il “grip” al passo: diversamente, ti troveresti

    di fronte a un vero e proprio problema di sicurezza per persone e animali. Ovviamente,

    anche in questo caso sarà essenziale richiedere la consulenza di uno specialista

    che ti aiuti a identificare quali piastrelle per esterni possano soddisfare questi requisiti.

    In ogni caso, prova a toccare la superficie della piastrella: se è troppo liscia,

    è altamente probabile che la sua resistenza allo scivolamento sia insufficiente.

    Al contrario, se la superficie è ruvida, la sua performance in condizioni critiche si rivelerà

    decisamente migliore.Tieni inoltre presente che opportuni test per lo scivolamento vengono

    effettuati sulle piastrelle e che il risultato viene identificato con la sigla COF,

    ossia con il loro coefficiente di attrito e scivolosità.Ecco un rapidissimo vademecum:

    • COF maggiore o uguale a 0,60: antiscivolo

    • COF 0,5 – 0,59: condizionalmente antiscoivoloso

    • COF minore di 5: discutibile

    Il nostro consiglio è di non scegliere mai, per i tuoi esterni,  piastrelle che

    abbiano un COF inferiore al valore 0,6. Le condizioni atmosferiche

    generali della location di installazione  influiscono anch’esse

    sulla scelta delle tue piastrelle per esterni. Vivi in un’area a clima temperato?

    In questo caso sarebbe probabilmente meglio lasciare da parte

    la ceramica e favorire invece il gres porcellanato, che assorbe l’acqua molto

    più lentamente e si oppone meglio anche alle basse temperature. Anche la pietra naturale

     potrebbe in questo caso rappresentare una buona soluzione. Per quanto riguarda

    invece lo spazio a disposizione, non è un dettaglio di cui dimenticarsi.  Ti aiuterà

    infatti a individuare la migliore dimensione per le tue piastrelle per esterni:

    ti consigliamo di scegliere formati più grandi per superfici contenute, e formati più

    piccoli per spezzare, in alcuni punti, l’impatto visivo di pavimentazioni più ampie.

    Buon progetto di design!

  • Bidet, istruzioni per l’uso!

    Obbligatorio per legge!!!

    Bistrattato all’estero ma obbligatorio in Italia: il bidet è un oggetto molto particolare, quasi indispensabile

    per noi italiani ma pressoché sconosciuto al di fuori dei nostri confini, se non in qualche rara eccezione.

    La sua presenza nel bagno può apparire talmente bizzarra per i turisti stranieri nei nostri hotel, che in molti casi

    la direzione si è vista costretta a inserire delle vere e proprie istruzioni per l’uso per spiegare come si utilizzi

    correttamente questo strumento, evitando in questo modo problemi e danni alla struttura. Può sembrare eccessivo?

    Forse sì ma la presenza del bidet nei bagni è davvero motivo di divergenza culturale tra l’Italia e il resto del mondo!

    Il nostro Paese, per esempio, è l’unico in cui il bidet sia obbligatorio per legge, al contrario degli Stati Uniti in cui,

    invece, la sua presenza è addirittura motivo di svalutazione per un immobile, perché ruba spazio e crea disordine.

    Filosofie di vita completamente disgiunte, quindi, che portano a diversi interrogativi sul bidet e sui suoi utilizzi

    anche in Europa, dove a parte la Spagna e il Portogallo, è praticamente impossibile trovarlo nelle case e negli hotel.

    Ma noi italiani, che siamo i portabandiera dell’utilizzo del bidet nel mondo, sappiamo davvero come si utilizza correttamente?

    Non è una domanda bizzarra e basta fare un giro su Google per capire che ogni tanto abbiamo dei dubbi su come si usa il bidet.

     

    La nascita del bidet…

    Tornando indietro nel tempo, si scopre che il bidet nasce in Francia, come si potrebbe già intuire dal nome. Il fatto bizzarro

    è che i francesi chiamano in questo modo anche i pony, perché la posizione adottata sul bidet è la stessa che si tiene

    quando si cavalca questo piccolo equino. Un’omonimia bizzarra, sicuramente, ma rende l’idea. Il bidet fa la sua

    comparsa nell’arredo bagno nel XVIII secolo, perché venne installato in alcuni appartamenti della Reggia di Versailles.

    A dir la verità, non ebbe un gran successo alla corte di Francia: i 100 appartamenti dotati di bidet erano diventati i meno

    appetibili del Palazzo Reale, tanto che in 10 anni furono dismessi. Vennero però installati nelle

    case d’appuntamento della capitale francese e da qui si diffuse l’idea che fossero uno strumento di lavoro delle meretrici.

    Fregandosene di questa diceria e intuendo le potenzialità dello strumento, la regina  Maria Carolina d’Asburgo-Lorena

    nella seconda metà del Settecento ne pretese l’installazione nel suo bagno privato presso la Reggia di Caserta. Tuttavia, benché la Regina

    Maria Carolina introdusse ufficialmente il bidet in Italia, la sua vera diffusione capillare nel Paese è relativamente

    recente e risale al secondo dopoguerra. Prima di allora, il bidet nelle case degli italiani era presente solo nelle case dell’alta

    borghesia delle grandi città. L’introduzione dell’obbligo della presenza del bidet nei bagni italiani risale al 1975 ma oggi esistono

    delle particolari deroghe, eccezion fatta per le abitazioni a uso civile, dove permane l’obbligo della sua presenza

    in almeno una stanza da bagno, se la casa ne possiede più d’una.

     

    Il top per l’igiene personale

    Fatto questo excursus storico, sapere come si utilizza

    il bidet è fondamentale per la propria igiene personale. In Italia lo sappiamo bene e, infatti, secondo un sondaggio ben il 97%

    degli italiani lo utilizza regolarmente almeno una volta al giorno. La diversa percezione degli americani sull’utilizzo del bidet

    si deve a un retaggio storico purtroppo ancora radicato nella loro mentalità: il loro primo contatto con il bidet

    è stato in Francia durante la Seconda Guerra Mondiale, dove era presente esclusivamente all’interno dei bordelli,

    utilizzato dalle meretrici dopo aver avuto rapporti sessuali con i loro clienti. Da qui nasce l’idea che si tratti di uno strumento poco

    igienico e soprattutto poco opportuno per le rispettabili case degli americani: lo stesso concetto di bidet. come detto, si aveva

    in Europa nel Settecento, largamente superato dalla Regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. Questo spiega il motivo

    per cui quando gli americani soggiornano negli hotel nel nostro Paese, che nella quasi totalità dei casi hanno bagni

    provvisti di bidet, sono quasi spiazzati dalla sua presenza e non sanno in che modo utilizzare questo curioso strumento.

    Gli americani, comunque, non sono gli unici, anche se sono il caso più emblematico: anche gli asiatici non sono

    particolarmente avvezzi, anche se i giapponesi, noti per la loro ossessione per l’igiene, hanno sviluppato dei sistemi

    altamente tecnologici per coniugare le funzioni del wc e del bidet in un unico oggetto.

    Spalle al muro o al contrario? Anche se gli stranieri sono, ovviamente, coloro i quali mostrano maggiori difficoltà

    nel capire come si usa il bidet, in alcuni casi anche gli italiani mostrano qualche perplessità, soprattutto quando

    si tratta di stabilire un verso di utilizzo per il bidet. A questa domanda, che si sono posti tutti almeno una volta

    nella vita, non esiste una risposta o, meglio, non ce n’è una giusta: il bidet può essere utilizzato in entrambi i versi.

    Tuttavia, per mere questioni di praticità, la maggior parte delle persone lo utilizza con viso rivolto al muro,

    in modo tale da avere migliore accesso al rubinetto per la regolazione dell’acqua. Per il resto, ognuno lo utilizza

    come ritiene più opportuno in ragione della sua comodità, anche perché il mercato dei bidet in Italia

    è in continua evoluzione e si trovano modelli sempre più di design, esteticamente straordinari e funzionali:

    scoprite le ultime novità sul nostro sito!

  • Idee di progetti per bagni piccoli

    In un momento storico in cui le abitazioni sono sempre più raccolte, si rivela fondamentale

    un interiordesign finalizzato allo sfruttamento intelligente e funzionale di tutti gli spazi a disposizione. 

    Questa regola generale vale naturalmente per ogni ambiente della casa,nessuno escluso,

    ma dovrà essere rispettata in modo ancora più ferreo per quanto riguarda la stanza da bagno.

    Diversamente dalla camera da letto, dal soggiorno, dallo studio e persino dalla cucina,

    che concedono una maggiore libertà di manovra e di espressione, il bagno è infatti il locale

    della casa che più altro ci vede costretti a sottostare a specifici vincoli spaziali e funzionali,

    dati ad esempio dall’impiantistica o dalla necessità vitale di includere, nel nostro progetto di

    interior design, determinati elementi (i sanitari sono i più ovvi!).

     

    Quelli che vi presentiamo in questa pagina sono alcuni esempi di progettazione

    di interni specificamente formulati per stanze da bagno di dimensioni contenute,

    o comunque vincolate in termini di spazi e di collocazione dei sanitari o di altri elementi.

    È importante notare come, in ciascuna delle immagini da noi selezionate,

    sia presente un tocco di originalità e di creatività che va ad impattare positivamente

    il risultato finale, dando vita a un locale di massimo fascino e, al contempo, assoluta funzionalità.

    Questo, nella pratica, significa che una stanza da bagno di piccole dimensioni,

    sia essa all’interno di una nuova costruzione oppure di un immobile ristrutturato,

    non sarà necessariamente poco performante o poco attrattiva da un punto di vista estetico.

    Al contrario!

     

    Quello che è sempre importante ricordare è che, anche quando le superfici

    a disposizione limitano alcune nostre scelte, possiamo sempre attuare una compensazione

    attraverso una valutazione accurata in termini di tipologia, modello e dimensione

     di sanitari così come di mobili e di complementi d’arredo. Allo stesso modo,

    una scelta attenta di pavimenti e rivestimenti ci permetterà di dare vita

    a un ambiente davvero gradevole, salubre e orientato alla migliore durata nel corso del tempo.

     

    Ci auguriamo che la carrellata di fotografie che abbiamo scelto per voi possa ispirarvi

    nel vostro progetto di interior design. Tuttavia, abbiamo per voi una serie di consigli generali 

    che vi suggeriamo di tenere presenti per qualunque progetto di interior design finalizzato

    all’allestimento di un bagno di piccole dimensioni. Favorite i colori chiari: nella scelta di sanitari,

    mobili, complementi d’arredo, accessori, pavimenti e rivestimenti orientatevi

    preferibilmente  su tonalità chiare e neutre, che non soltanto

    garantiranno all’ambiente una maggiore

    luminosità naturale, ma anche una percezione superiore degli spazi disponibili

     

    Brickyard (1).jpg

     

    Formati, evitate quelli più piccoli: per quanto riguarda i formati di pavimenti e rivestimenti, il vostro bagno piccolo risulterà maggiormente attraente da un punto di vista visivo con la scelta di piastrelle di dimensioni medio-grandi, che consentiranno di non frammentare eccessivamente le superfici donando al contempo una sensazione di maggiore ampiezza.

     

    Concept stone - FORMATI.jpg

     

    Verso di posa: per quanto riguarda la posa dei rivestimenti, il consiglio degli esperti Gardenia è quello di effettuarla in senso orizzontale, poiché consentirà di allargare le prospettive.

     

    VERSO DI POSA.jpg

     

    Rottura delle superfici: al fine di evitare di creare una superficie complessiva monocromatica, potrete utilizzare elementi di decoro su pavimenti e rivestimenti dando vita a una sorta di “rottura” visiva.

     

    ROTTURA.jpg

     

    Mosaici: anche i mosaici possono contribuire a impreziosire gli ambienti, facilitando la posa di nicchie e angoli come quello della doccia o della vasca da bagno.

     

    MOISAICO.jpg

     

    Contrasti: ricordate infine che un pavimento più scuro rispetto al rivestimento e ai sanitari può contribuire ad allargare ulteriormente la prospettiva.

     

    PAVIMENTO SCURO.jpg

     

    Buona progettazione!

  • La guerra dei sessi in bagno: Chi vince? Lui o lei?

    Finché si vive da soli, le scelte si prendono in completa autonomia seguendo e inseguendo

    mode e necessità, ma quando si diventa due, tutto diventa un campo di battaglia e allora come

    progettare la stanza da bagno?  La casa ideale è un trilocale con due bagni, ma poi ci si ritrova

    a fare i conti con la realtà e a dividere specchio e spazio con partner e/o figli. Per lui lo stile è essenziale,

    minimale nell’estetica e funzionale nell’aspetto; lei preferisce il comfort, l’eleganza e i grandi ambienti per

    rilassarsi nel migliore dei modi nello spazio che è destinato a questo compito; per lui la doccia è più che

    sufficiente; per lei meglio una vasca accogliente e piena di acqua bollente e bolle di sapone; per lui l’efficienza di

    una superficie sintetica mentre per lei meglio la bellezza della pietra naturale.  Si potrebbe continuare

     

     

    così all’infinito;come fare per mettersi d’accordo? Il doppio lavabo è una soluzione pratica capace

    di coniugare punti di vista diversi. E se proprio bisogna optare per una doccia, allora che sia in abbinamento

      al mobile principale per cromie e materiali. Pavone.casa propone diverse soluzioni che possono

    fungere da compromesso tra estetica e funzionalità, tra prestazioni e comfort, tra tecnica e gusto,

    salvaspazio e discrete, cromaticamente abbinate e da arricchire con lampade, coordinati tessili,specchi,

    carte da parati in fibra di vetro…per arredare la stanza da bagno e gli altri ambienti della casa.

  • Cucina: come impostarla?

    Un ambiente no frills e professionale per cimentarsi come uno chef, o una cucina più calda e naturale?

    Funzionano entrambi le soluzioni, l’importante è scegliere piastrelle cucina affini ai nostri gusti

     

     

    La cucina come approdo sicuro non solo per preparare i pasti, ma per conversare, scherzare, condividere

    progetti e idee. Per evadere dalla vita frenetica. Un’oasi di relax, oltre che uno spazio creativo.  Ecco perché, nel

    “cuore della casa” oggi dominano tonalità meno appariscenti, le cosiddette nuance “nude”, che essendo

    naturali e sobrie, favoriscono un impegno più “rilassato”, enfatizzando al contempo lo stile degli arredi.

    Il rivestimento cucina più attuale accoglie questa tendenza, declinandosi in una vasta gamma di formati e

    finiture. Si cerca spesso un ambiente un po’ più asettico per cucinare piatti “da chef” sulla falsariga

    delle trasmissioni più in voga che hanno trasformato un po’ tutti noi in grandi cuochi. E piastrelle

    compatte e lineari, sovente di grande formato, assecondano questa necessità. Vi sono poi cucine

    contemporanee che strizzano l’occhio all’eleganza classica: in questo caso, molto apprezzate  sono

    le piastrelle effetto marmo, di nuova concezioneche trattengono l’anima naturale della pietra,

    espandendo il carattere contemporaneo delle superfici in cemento, per un look estremamente

    calibrato nei cromatismi. La superficie liscia e compatta è molto gradita anche quandosi desidera stabilire

    un “continuum” tra cucina  e soggiorno, una soluzione molto frequente negli appartamenti di oggi.

    Gli ambienti,  divisi solo da un’isola o da una penisola, con questo rivestimento risultano

    sofisticati ed eleganti,  ma al contempo aperti, fluendo l’uno nell’altro.

     

     

    Invece per un ambiente informale e più “caldo”, è interessante abbinare una parete in mattonelle “mediterranee”,

    caratterizzate da pattern più vivaci o colorati, a piastrelle di grande formato, sempre dai toni neutri a rivestire

    il resto dell’area cooking. Anche l’alternanza di superfici lisce e vellutate al tatto,

    con le tessere di mosaico  rappresenta sempre una buona idea, poiché disegnano una soluzione intrigante,

    in tinte pastello o leggermente più sgargianti. Sempre molto amate sono le cucine total white,

    soprattutto lucide: in questo caso per movimentare gli spazi sono indicate piastrelle cucina dagli effetti

    tridimensionali, magari su un’unica parete a contrasto con le altre. Con i rivestimenti offerti

    da Pavone.casa, dalle mille sfaccettature e possibilità, non è affatto difficile personalizzare la propria cucina.

  • Progettare il bagno, come procedere?

    Un bagno funzionale e bello: un traguardo possibile grazie

    ad alcune regole per progettarlo al meglio.

    Vediamole insieme:

    • valutare le dimensioni disposizione e la forma del locale

    • tenere sott’occhio gli ingombri di porta e finestre

    • pensare alla collocazione dei diversi elementi

    ( sanitari, mobili, eventualmente lavatrice)

    in modo che ci si possa muovere con fluidità

    Bisogna inoltre che ci sia una corrispondenza  tra sanitari

    ed impianti idrico/elettrico. In particolare nella progettazione del bagno

    vanno rispettate alcune misure necessarie: tra muro e fianco wc

    deve esserci una distanza di 20 cm; tra wc e bidet 20 cm

    come anche tra quest’ultimo e la doccia; tra wc e lavabo cm;

    tra la parete frontale e sanitari 55 cm

     

    Quali sono le misure minime per una bagno efficiente?

    Lo indica la legge, con il decreto ministeriale della sanità del 5 luglio 1975,

    e successive modifiche,  ricordando però che ogni comune ha un suo regolamento

    edilizio su cui informarsi bene. In linea di massima il locale deve avere:

    ” un’altezza minima di 240 cm  ( 30 cm in meno rispetto a quella

    standard per le altre stanze); ” un’apertura verso l’esterno ( finestra o porta )

    oppure un sistema di ventilazione per il ricambio dell’aria;

    “wc, lavabo,bidet, doccia/vasca. Da questo punto di vista però bisogna

    dire  che spesso lo spazio a disposizione,  soprattutto in certi appartamenti

    moderni dalle metrature decisamente ristrette, si è costretti a

    rinunciare ad alcuni pezzi e a preferire la doccia alla vasca.

    Le normative poi prevedono che in bagno ci debbano essere almeno

    due punti luce e due punti presa, come quello per lo specchio e per

    la lavatrice,  in posizioni tali da evitare il contatto diretto con l’acqua.

    Anche un bagno stretto e lungo, progettato al millimetro,

    permette soluzioni funzionali e piacevoli.

  • Il grès porcellanato

    Che cos’è il grès porcellanato ?

     

    Il grès porcellanato è composto da una miscela di materie prime simili a

    quelle impiegate per il vitreous china (usato per fabbricare sanitari e stoviglieria).

    E’ quindi un materiale quasi completamente vetrificato, completamente inassorbente

    e con alte caratteristiche meccaniche. L’aggettivo porcellanato, che sottolinea la raffinata

    eleganza che lo caratterizza, deriva dall’utilizzo del caolino, una argilla bianca che viene

    utilizzata anche per la produzione di porcellana. Argille e feldspati pregiati vengono sottoposti

    a un processo di cottura a temperature estremamente elevate e si trasformano in piastrelle

    di grès porcellanato con caratteristiche di antigelività, resistenza agli urti, ai graffi e agli attacchi chimici.

    Il grès porcellanato è quindi estremamente resistente, igienico e dotato di un’estetica elegante.

     

    Che cos’è la rettifica?

     

    La rettifica delle piastrelle è un procedimento mediante il quale i bordi delle piastrelle vengono

    perfettamente squadrati per creare un effetto “pietra naturale”. In questo modo è possibile

    accostare le piastrelle bordo contro bordo o comunque con giunti di fuga appena percepibili.

     

    Che cos’è il tono?

     

    Il tono è la tonalità di colore che caratterizza un determinato lotto di piastrelle.

    Dato che nella fabbricazione industriale è quasi impossibile produrre pezzi di identica

    tonalità cromatica, prima del confezionamento si provvede a raggrupparle per omogeneità

    di colore, cioè per tono. Spesso il tono delle piastrelle è indicato con una lettera e

    riprodotto sulla confezione con un timbro (Tono A, Tono B).

     

     Che cos’è il calibro delle piastrelle?

     

    Il calibro è la dimensione di fabbricazione delle piastrelle. Per motivi

    legati alle tecnologie di fabbricazione, le piastrelle uscite dal forno

    possono essere di dimensioni lievemente diverse. Per questo, in fase di scelta,

    vengono raggruppate in lotti della stessa dimensione, nel rispetto delle

    tolleranze stabilite dalle norme. Come il tono, anche il calibro delle piastrelle

    è riportato sulla confezione nel modo seguente:

    20 x 20 cm (W 198 mm x 198 mm) dove 198 mm è appunto la dimensione di fabbricazione.

    Oppure:
    20 x 20 cm – Calibro 01

     

    Che cos’è il formato?

     

    Il formato identifica forma e dimensioni della piastrella. Le forme più usate

    sono quelle quadrangolari (quadrato e rettangolo), ma ve ne sono anche di

    poligonali (esagoni, ottagoni, etc) e a profilo complesso (moresco, provenzale, etc).

    Allo stato attuale della tecnologia è possibile ottenere, in via di principio,

    qualsiasi forma. Anche le dimensioni possono variare, da pochi centimetri

    di lato (mosaico) fino a un metro.

  • Le caratteristiche tecniche : Come scegliere il pavimento o rivestimento adatto?

    Informazioni utili

     

    Nell’individuare il tipo di piastrella ideale per il progetto che abbiamo in mente

    è necessario valutare aspetti tecnici ed estetici. Le caratteristiche tecniche sono

    quelle necessarie perché il materiale svolga in modo adeguato e affidabile la sua funzione.

    Esse possono essere divise in alcune categorie, caratteristiche:

    • di regolarità

    • strutturali

    • meccaniche massive

    • meccaniche superficiali

    • termo-igrometriche

    • chimiche

    • di sicurezza

     

    Le caratteristiche tecniche di regolarità

    Le caratteristiche di regolarità definiscono l’idoneità di un lotto di piastrelle

    a consentire la piastrellatura “regolare”, o esente da “irregolarità” quali

    avvallamenti o gobbe, gradini tra piastrelle adiacenti, percorso irregolare delle fughe.

     

    Le caratteristiche tecniche strutturali

    Le caratteristiche strutturali descrivono la struttura del materiale di cui la piastrella è costituita:

    in particolare, la porosità della piastrella. La misura della porosità è l’Assorbimento d’acqua,

    che raggiunge i valori più bassi nel grès porcellanato. Valori più elevati si riscontrano

    invece nella monoporosa, nella maiolica, nel cottoforte e nel cotto.

     

    Le caratteristiche tecniche meccaniche massive

    Le caratteristiche meccaniche massive indicano la resistenza ai carichi

    (come ad esempio il peso delle persone e dei mobili sul pavimento) cui la piastrellatura

    dovrà resistere. Sono dette “massive” perché coinvolgono la piastrella nella sua “massa”,

    e per distinguerle dalle caratteristiche “superficiali” che descrivono la superficie.

    Le caratteristiche meccaniche sono la resistenza a flessione e il carico di rottura a flessione.

    La prima attiene al materiale di cui la piastrella è costituita, ed è direttamente proporzionale

    all’Assorbimento d’acqua. Il carico di rottura è invece una caratteristica della piastrella

    già formata, con la sua struttura e le sue dimensioni. Essa è quindi direttamente

    proporzionale allo spessore. Altra caratteristica di questa categoria è la resistenza all’impatto.

     

    Le caratteristiche tecniche meccaniche superficiali

    Queste caratteristiche riguardano la superficie di esercizio della piastrella,

    associate alla resistenza ai graffi, alle scalfitture, allo scalpiccio, al deterioramento

    ad opera di corpi duri che si muovono sulla superficie stessa o a contatto con essa.

    Esse sono proprie soprattutto dei pavimenti. La più rilevante è la resistenza all’abrasione

    che mostra la misura della piastrella a consumarsi (nel caso sia non smaltata) o a cambiare

    il proprio aspetto visivo (nel caso sia smaltata) a causa delle azioni suddette.

    Nelle piastrelle non smaltate questo valore aumenta con il diminuire dell’assorbimento

    dell’acqua ed è quindi alto nel grès porcellanato. Lo stesso valore può comunque variare

    a seconda che vengano effettuati trattamenti: nel caso del cotto, l’impregnazione con sostanze diverse,

    naturali o sintetiche; nel caso del grès porcellanato, la levigatura e la lucidatura.

    Nelle piastrelle smaltate la resistenza all’abrasione dipende esclusivamente dallo smalto.

    Quelli più chiari mostrano maggiormente gli effetti dell’usura, anche per la più complessa pulibilità.

     

    Caratteristiche Tecniche termo-igrometriche

    Le caratteristiche termo-igrometriche indicano la resistenza a particolari condizioni

    di temperatura (“termo”) e di umidità (“igrometriche”), come la resistenza agli sbalzi termici,

    la resistenza al gelo e, per le sole piastrelle smaltate, la resistenza al cavillo.

    I bruschi sbalzi di temperatura (come quando poniamo sul ripiano piastrellato

    di una cucina un recipiente caldo) e l’esposizione al gelo non debbono produrre alcun

    danno nella piastrella. La resistenza al gelo dipende molto dalla porosità o assorbimento d’acqua.

    Più basso sarà quest’ultimo, più basse saranno le probabilità di danni da gelo. Per cavillo

    si intende la comparsa di sottili fessurazioni dello smalto, favorite da alcune condizioni

    costruttive e ambientali. La resistenza al cavillo dipende dalla composizione dello smalto.

    Ve ne sono quindi di più e meno a rischio. Altre caratteristiche termo-igrometriche sono

    la dilatazione termica e la dilatazione all’umidità, vale a dire la misura di quanto possono

    aumentare le dimensioni delle piastrelle se esposte a livelli più elevati di temperatura e umidità.

    Per quanto riguarda la prima non si riscontrano significative differenze tra i vari tipi di piastrelle,

    anche se essa può aumentare ove vi sia abbondanza della fase vetrosa, vale a dire nei prodotti a supporto

    maggiormente compatto, greificato. La dilatazione all’umidità è invece in generale correlabile

    all’assorbimento d’acqua, anche se si notano oscillazioni piuttosto ampie, causate probabilmente

    dagli effetti di altre caratteristiche microstrutturali, come la natura e la distribuzione delle diverse fasi presenti.

     

    Le caratteristiche tecniche chimiche

    Le caratteristiche chimiche sono la resistenza alle macchie, la resistenza ai prodotti

    di uso domestico e la resistenza agli acidi e alle basi. La resistenza all’attacco chimico

    è tanto più elevata quanto maggiore è la porosità della piastrella. Discorso diverso per

    i prodotti smaltati, in cui la superficie di smalto è certamente efficace nel rendere la superficie

    di esercizio compatta e inassorbente. La resistenza diminuisce in presenza di colorazioni e

    decori caratterizzati da un’apprezzabile sensibilità agli agenti aggressivi soprattutto acidi.

    Ottima è invece la resistenza nei prodotti non smaltati, come il grès porcellanato.

     

    Le caratteristiche tecniche di sicurezza

    Le caratteristiche di sicurezza sono quelle che si riferiscono ai rischi infortunistici o

    di tipo sanitario nell’impiego delle piastrelle. La principale di esse è la resistenza allo scivolamento,

    fondamentale per ambienti esterni, pubblici e industriali. Questa caratteristica è

    inversamente proporzionale al coefficiente di attrito della superficie. Altra caratteristica

    è la cessione di piombo e cadmio (metalli talvolta contenuti negli smalti),

    che deve essere particolarmente controllata nel caso di contatto con sostanze destinate

    all’alimentazione, ad esempio nei piani di lavorazione delle cucine.

  • Ceramica Globo: uno sguardo verso il futuro…

    Ceramica Globo guarda al futuro con continue innovazioni di processo e di prodotto che richiedono

    l’integrazione delle più diverse competenze, dal design all’ingegneria,Il contributo di idee, di creatività

    e di capacità professionali del team di persone che intervengono in tali processi consente di realizzare

    prodotti di indiscussa qualità, affidabili, tecnologicamente avanzati e di elevato contenuto stilistico.

     

    Nuovo smalto ceramico: Ceraslide

    L’attento controllo delle temperature nelle varie fasi di cottura, in un ciclo che arriva a 26 ore,

    garantisce al processo di sintetizzazione una perfetta omogeneità del prodotto, diminuendo la porosità

    e assicurando una maggiore resistenza alle macchie, allo sporco e all’abrasione:

    in questo modo i residui non aderiscono alle pareti scivolando via insieme all’acqua.

     

    Trattamento antibatterico: Bataform

    per garantire una sempre maggiore attenzione all’igiene è stato sviluppato il trattamento antibatterico

    BATAFORM un processo insito alla fase di produzione che grazie al suo potere antimicrobico riduce

    notevolmente la comparsa di germi e batteri. I test di laboratorio effettuati secondo gli standard internazionali

    conformi alla normativa ISO 22196:2011 confermano un drastico calo della presenza di microbi.

     

    Globothin

    Un nuovo ed esclusivo impasto ceramico per portare a soli 6 mm di spessore i bordi dei lavabi,

    mantenendone inalterati la stabilità e le geometrie.Dopo anni di continue ed intense ricerche,

    esce dai laboratori di ceramica Globo il nuovo impasto brevettato GLOBOTHIN capace di garantire,

    a fronte di spessori ridotti, più durezza e maggiore brillantezza. I vantaggi sono molteplici e di

    indubbia importanza:  minore consumo di materie prime e quindi pezzi più leggeri, minore

    consumo di energia, maggiore duttilità  nella definizione di nuove forme. I test effettuati

    da laboratori certificati hanno dimostrato, secondo la normativa dell UNI 4543, ottimi risultati

    in merito all’assorbimento dell’acqua e alla resistenza meccanica, riuscendo a garantire

    una sempre maggiore lucentezza dello smalto, con il miglioramento di circa il 38% rispetto

    alle soglie minime richieste dalla normativa stessa. L’impatto che la nuova tecnologia ha avuto

    sullo sviluppo di nuove forme è stato dirompente:  si aprono nuovi orizzonti che Ceramica Globo

    è pronta ad esplorare per realizzare prodotti sempre più attuali e performanti.

    Per le caratteristiche innovative che ha mostrato in questi primi mesi, sicuramente GLOBOTHIN

    avrà ulteriori sviluppi e porterà a confermare, ancora una volta, l’azienda tra i leader di mercato.

  • Come scegliere il tuo box doccia ?

    Vuoi una doccia top di gamma, dal design raffinato con profili e vetri sottili e resistenti o un modello low budget?

    Guarda la nostra selezione!

     

     

    Con una o più ante, con differenti tipi di aperture e dimensioni: infatti adesso non è più soltanto piatto

    a pavimento e chiusura in cristallo, non è più solo piastrellata, può essere anche pannellata coordinata

    al piatto doccia o ai mobili e persino rivestita con carta da parati speciale.

    Il risultato è una doccia davvero personalizzata. I pannelli di chiusura della doccia si adattano

    alle dimensioni e alla forma del piatto e possono avere diversi tipi di apertura:

    a battente verso l’esterno ( per sicurezza )  oppure se non c’è troppo spazio nel bagno scorrevole e a libro.

     

     

    Più è semplice nella forma, nelle chiusure e nelle finiture, più la doccia ha prezzi convenienti;

    le tipologie angolari o asimmetriche e i modelli di dimensioni speciali o fatti su misura hanno costi superiori.

    La doccia o meglio la sua chiusura è realizzata in cristallo temperato, un vetro di sicurezza – restistente agli urti,

    alla flessione e allo shock termico – che in caso di rottura si frammenta in piccolissimi pezzetti non taglienti.

    Più costoso nelle versioni sintetiche, ha caratteristiche estetiche superiori che possono essere mantenute

    grazie a trattamenti anticalcare che mantengono bella la superficie trattenendo meno le gocce d’acqua.

     

     

    L’altezza standard del box doccia oscilla tra i 190 ai 200 cm,

    la larghezza invece varia di molto , proprio per potersi adattare alle dimensioni del piatto doccia.

    Alcuni box doccia sono ad angolo poggiando su due lati,  altri invece si sviluppano soltanto frontalmente

    andando a chiudere una nicchia in muratura. Vi sono box doccia con chiusura magnetica e rallentata.

    Le chiusure sono rifinite solitamente con profili in alluminio, spesso cromato lucido o opaco,

    ma vi sono modelli anche senza profili superiori o inferiori